La cartella clinica in formato elettronico è la documentazione primaria del medico curante e contiene informazioni importanti sul decorso del trattamento. La cartella informatizzata del paziente (CIP) è invece una piattaforma tramite la quale, per un caso di cura concreto, è possibile accedere a selezionati documenti rilevanti per il trattamento provenienti da diverse fonti - per esempio da medici, ospedali o anche dagli stessi pazienti. I dati sono salvati in modo decentralizzato e vengono visualizzati in caso di necessità.
La CIP non sostituisce la cartella clinica. I medici devono continuare a tenere una cartella clinica completa. Nella CIP vengono messi a disposizione soltanto determinati documenti - in genere si tratta di copie - in modo da supportare lo scambio di informazioni tra coloro che intervengono nel trattamento
Se i medici e gli istituti che dispensano cure ambulatoriali richiedono l’autorizzazione a fatturare a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), dal 1° gennaio 2022 sono obbligati ad aderire alla CIP. Requisito è la comprova dell’adesione a una comunità CIP certificata. L’esame delle richieste è di competenza dei cantoni.
Viene così eliminata la volontarietà a tenere una CIP per i medici che esercitano la propria attività nel settore ambulatoriale e vogliono esercitare a carico dell’AOMS a partire dal 1° gennaio 2022.
Indipendentemente da tutto ciò, attualmente la CIP viene ulteriormente sviluppata. Il Consiglio federale ha deciso la revisione della legge e nel 2025 ha proposto al Parlamento l’introduzione della cartella sanitaria elettronica (CSE), che sostituirà l’attuale CIP presumibilmente a partire dal 2030. Fino a quella data la CIP resterà in vigore, inclusi gli obblighi di utilizzo e di affiliazione.
La legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP) è in vigore dal 15 aprile 2017. Originariamente era previsto che entro il 15 aprile 2020 gli ospedali e le strutture dovessero entrare a far parte di una comunità certificata in modo che potesse essere introdotta la CIP. A causa dei ritardi, in particolare dovuti alla procedura di certificazione e all’attuazione tecnica, non è stato possibile rispettare questa scadenza.
A fine 2020 è stato possibile certificare le prime comunità in modo che dal 2021 i pazienti hanno potuto creare progressivamente una CIP. Da allora l’introduzione della CIP avviene in modo scaglionato, per cui un’introduzione generalizzata sarà possibile soltanto poco alla volta.
Per comunità di riferimento o comunità si intende un’unità organizzativa di professionisti della salute e dei loro istituti, che costituiscono un’organizzazione di diritto privato. Esse gestiscono l'infrastruttura richiesta dalla LCIP per il salvataggio e l’interrogazione della CIP dei pazienti da parte di professionisti della salute. I medici che desiderano partecipare alla CIP o che vi sono tenuti, devono affiliarsi a tale organizzazione.
I pazienti possono aprire una CIP esclusivamente all’interno di una comunità di riferimento. Le comunità di riferimento sono tenute per legge a effettuare preparativi per il consenso, l'apertura e la cancellazione di una CIP e sono responsabili dei punti di contatto e del portale di accesso per i pazienti.
Le comunità non offrono questi servizi e consentono semplicemente l'accesso alla CIP per i professionisti della salute, mettendo a disposizione un portale di accesso per tali professionisti o interfacce per l’accesso alla CIP tramite il sistema primario (cartella clinica elettronica).
Pertanto, i medici che si affiliano a una comunità soddisfano l’eventuale obbligo di legge per la partecipazione alla CIP ma non devono assumersi i vasti compiti che l’apertura di una CIP comporta.
Per partecipare alla cartella informatizzata del paziente (CIP), i medici sono tenuti ad affiliarsi a un offerente di CIP certificato. Una panoramica degli offerenti disponibili viene pubblicata e aggiornata regolarmente da eHealth Suisse.
Come esempio citiamo la «Comunità CIP AD Swiss» (AD Swiss), la comunità dei medici, che opera a livello nazionale e che si orienta in particolare secondo le necessità dei medici con studio proprio. AD Swiss permette di accedere tramite identità elettroniche già disponibili dell’Health Info Net AG (HIN), offrendo canoni di utilizzazione relativamente bassi anche per studi medici di gruppo grandi.
La Comunità CIP AD Swiss ha concluso con successo la procedura di certificazione ottenendo la certificazione l’11 novembre 2022. È possibile aderirvi online: «Comunità CIP».
La «Comunità CIP» è un offerente di CIP a livello nazionale, che si orienta in particolare secondo le necessità dei medici con studio proprio e permette ai propri membri un accesso sicuro e conforme alla legge alla cartella informatizzata del paziente (CIP), anche a cartelle che sono state aperte presso un altro offerente.
AD Swiss si è unita con altri operatori in un’infrastruttura comune: insieme a CARA, emedo ed eSANITA si sono raggruppati risorse e sistemi. Lo scopo è di creare un’infrastruttura CIP a livello nazionale semplificata, meglio coordinata, che promuova la diffusione della CIP ponendo le basi per sviluppi futuri come la cartella sanitaria elettronica CSE.
Per i membri di AD Swiss non cambia nulla riguardo alla collaborazione attuale. Adesioni, condizioni contrattuali e prezzi rimangono invariati. AD Swiss rimane l’interlocutore diretto e garantisce l'accesso alla CIP.
In background si verifica però un importante cambiamento: in futuro la CIP sarà gestita tramite la piattaforma di CARA. L’accesso alle cartelle dei pazienti avverrà tramite un apposito portale per i professionisti del settore sanitario. In proposito i membri verranno informati tempestivamente e verrà fornita loro assistenza.
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